Nei Paesi industrializzati, circa il 15% delle coppie, in base ai dati OMS, pare abbiano problemi a diventare genitori. Si può cominciare a parlare di vera e propria infertilità solo dopo almeno 12 mesi di rapporti regolari e non protetti. L’infertilità può essere causata da fattori femminili, maschili o da entrambi; in alcuni casi non è possibile individuarne una causa, anche se in genere i fattori che influenzano negativamente sono l’età, l’ambiente, l’alimentazione, lo stile di vita e lo stress che aumenta ad ogni ciclo che arriva soppriemndo la speranza di aver concepito.

Ci sono diverse terapie mediche che danno ottimi risultati, ma oggi parliamo di come è stato constatato che i trattamenti con agopuntura risultino efficaci in molti casi. Da secoli l’agopuntura viene utilizzata in Oriente per regolare il sistema riproduttivo femminile e ottimizzare i meccanismi alla base della fertilità; negli ultimi anni anche in Occidente si sta diffondendo un crescente interesse verso questa antichissima tecnica terapeutica il cui ruolo nell’ambito dell’infertilità è stato oggetto di numerosi studi scientifici. Così come riportato da diversi studi presenti in letteratura, gli effetti dell’agopuntura sulla fertilità sembrano essere riconducibili a diversi meccanismi d’azione in grado di influire sul funzionamento del sistema riproduttivo a più livelli. L’agopuntura, mediando il rilascio di neurotrasmettitori che a loro volta regolano la secrezione dell’ormone rilasciante le gonadotropine, può agire sull’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio ed influenzare così il ciclo mestruale, l’ovulazione e la fertilità.
Inoltre, l’agopuntura, attraverso un effetto simpatico inibitorio, può ridurre l’impedenza vascolare a livello delle arterie uterine e quindi aumentare il flusso di sangue all’utero favorendo un aumento di spessore dell’endometrio, rendendolo più ricettivo all’impianto dell’embrione. Molto spesso, infatti, l’infertilità femminile si collega ad un endometrio troppo sottile, non in grado di accogliere e supportare l’impianto uterino.
Da ultimo, l’agopuntura regola i livelli di diversi neurotrasmettitori e stimola la produzione di oppioidi endogeni (“ormoni del buonumore”): in questo modo modula la risposta biologica allo stress, condizione spesso presente in caso di infertilità.

Grazie a questi meccanismi, l’agopuntura può essere impiegata per regolarizzare il ciclo mestruale e l’ovulazione, per migliorare il flusso di sangue all’utero rendendo l’ambiente uterino (ed in particolare l’endometrio) più favorevole all’impianto dell’embrione. Non da trascurare è l’efficacia della terapia per ridurre lo stress, permettendo in questo modo una migliore armonia sull’asse endocrino che collega ovaie, surreni (responsabili della produzione di cortisolo) e ipotalamo (a livello cerebrale). Noi donne sappiamo quanto lo stress possa essere deleterio per la nostra salute psicofisica, e anche sessuale: l’aiuto dell’agopuntura è finalizzato anche a farci vivere con più spensieratezza la fase ovulatoria e post-ovulatoria, senza rimanere in allerta per le due settimane che precedono il ciclo, domandandoci se convenga o meno fare un test di gravidanza. Quello che è importante sottolineare è che l’agopuntura può essere utilizzata sia su ciclo spontaneo, sia in associazione a stimolazione ormonale sia a supporto delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA). Può dunque risultare d’aiuto ad ogni donna che soffra di un disequilibrio endocrino: quelle con un un ciclo irregolare che non stiano cercando una gravidanza; donne che vogliano ottimizzare le chance ovulatorie; donne che abbiano già intrapreso il percorso di stimolazione ormonale finalizzata al concepimento o di PMA.

Al di là degli specifici meccanismi d’azione e degli effetti dell’agopuntura sulla fertilità, non bisogna dimenticare che uno dei presupposti fondamentali alla base di questa disciplina è la visione della persona nel suo insieme. L’agopuntura, anche in un ambito così specialistico, utilizza sempre un approccio olistico alla cura della persona, proponendosi come sostegno sia da un punto di vista fisico che da un punto di vista psico-emozionale.