Lo stato di malnutrizione è la condizione nella quale una persona non assume abbastanza nutrienti per condurre una vita sana. Il 2017 è stato il primo anno a registrare un aumento del numero di affamati, dopo un calo prolungato e costante durato un decennio. L’obesità è cresciuta in maniera costante e decisa.  In apparenza sembra alquanto insolito che a livello globale l’aumento della fame possa avvenire in contemporanea con l’aumento dell’obesità. Ma la domanda sorge spontanea: i due fenomeni sono correlati?

Statisticamente parlando, il rapporto tra persone obese e persone che soffrono la fame è di 2 a 1. La malnutrizione sta crescendo in tutte le sue forme: denutrizione, carenze di micronutrienti, sovrappeso/obesità. Di recente, il Global Nutrition Report 2017 ha rivelato che sull’88% dei Paesi gravano due o tre “fardelli” della malnutrizione: denutrizione, carenza di micronutrienti o sovrappeso/obesità. È stato anche dimostrato che coloro che soffrono di denutrizione da bambini hanno maggiori probabilità di essere in sovrappeso da adulti. Questo doppio o addirittura triplo fardello rende il percorso verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) ancora più irto di ostacoli.  Il Messico è un esempio di Paese caratterizzato da fame cronica e consumo eccessivo del tipo sbagliato di alimenti. Secondo il Global Nutrition Report 2017, è in effetti afflitto da problemi di malnutrizione, anemia e obesità.

Nonostante la malnutrizione acuta sia diminuita in maniera significativa, la FAO stima che le persone denutrite nel Paese siano 5,4 milioni. Inoltre, un bambino su quattro è sovrappeso o obeso, e tra gli adolescenti il rapporto è di uno su tre. A livello nazionale, stando al rapporto OCSE 2017, il 32,4% degli adulti è obeso e il 70% in sovrappeso. Dal rapporto si evince inoltre che il problema, particolarmente diffuso tra la popolazione urbana, è destinato ad aggravarsi, con una percentuale di adulti obesi che dovrebbe raggiungere il 40% entro il 2030.A questo punto viene da chiedersi: perché stiamo assistendo a un tale cambiamento se la fame era in calo fino allo scorso anno? Perché si registra un aumento concomitante delle persone che mangiano in eccesso e per di più il tipo di alimenti sbagliati?

Il nostro pianeta produce, da anni, il necessario per nutrire tutti. Tuttavia, il cibo non è distribuito equamente e  ne viene sprecata una quantità eccessiva. Alcuni ne hanno troppo, altri ne hanno a mala pena a sufficienza. L’aumento della produzione di cibo industriale a basso costo lo ha reso più accessibile per coloro che altrimenti sarebbero stati senza, ma è anche sfociato nel consumo del tipo sbagliato di alimenti. Questi, seppure non nocivi di per sé se assunti occasionalmente, hanno spesso un elevato tenore di sale, zuccheri e grassi saturi, mentre il loro contenuto di nutrienti è discutibile.

Questi alimenti hanno una forte attrattiva su consumatori e produttori. Per i primi i cibi trasformati sono spesso più economici e dunque più accessibili e convenienti. Hanno una maggiore durata di conservazione e sono contenuti in confezioni usa e getta, in porzioni pronte al consumo. I produttori di massa sono, dal canto loro, in grado di fabbricare grandi quantità di questi alimenti a costi irrisori, promuoverli in maniera accattivante e comprimere i margini, il che aumenta a dismisura i profitti complessivi. Per questo i cibi trasformati si sono prepotentemente imposti anche sui mercati di America Latina, Asia e Africa. Sebbene questo fenomeno, unito alla globalizzazione, abbia portato in alcune zone del mondo alla riduzione del numero delle persone che soffrono la fame o sono denutrite, esso ha anche contributo a un aumento equiparabile del numero di bambini in sovrappeso o obesi.