Provato per te: a lezione di WOGA

Provato per te: a lezione di WOGA

Woga sta per water+yoga ed è lo yoga che si pratica in acqua. La disciplina è stata ideata da Harold Dull negli anni ’80 e ultimamente si sta diffondendo ora anche in Italia. Nello woga si praticano le stesse posizioni classiche dello yoga (le asana), con una particolare attenzione alla respirazione (pranayama), che in acqua funziona in modo diverso rispetto alla terraferma: i movimenti sono più lenti e si gestisce il flusso dell’aria nel corpo in modo differente. I benefici sono molteplici e maggiori rispetto allo yoga tradizionale anche grazie alla suggestione psicologica distensiva che deriva dal fare le asana immersi nel mare o in una piscina. La pressione dell’acqua agisce da resistenza rispetto ai movimenti del corpo, rendendoli più lenti, e la densità del liquido, che è maggiore di quella dell’aria, aiuta a far mantenere più a lungo le posizioni difficili. Questo porta a risvegliare zone specifiche dell’organismo compresi i canali energetici del corpo, con una conseguente crescita del benessere psicofisico.
L’acqua inoltre induce a una meditazione molto naturale e a una coordinazione motoria maggiore. A questo si aggiunge il fatto che con lo woga lo sforzo fisico è ridotto al minimo e le articolazioni non sono sollecitate, con conseguente rilassamento del blocchi muscolari e un diffuso senso di pace. Ci si può così concentrare meglio sul controllo della respirazione.
Lo woga agisce anche nel profondo della nostra psiche, aiutando chi lo pratica a rimettersi in contatto con l’elemento da cui proveniamo, l’acqua. Meditare ed esercitare l’inconscio aiuta a riprodurre nell’organismo lo stesso senso di benessere e appagamento che abbiamo sperimentato nel liquido amniotico durante la gravidanza nel ventre materno.